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mercoledì 15 febbraio 2012

Regola dei 180 gradi


Una tecnica di ripresa diffusa è quella relativa alla continuità visiva: di sguardi, direzione e movimento. Per ottenere, in fase di montaggio, l'illusione della continuità visiva è necessario realizzare le inquadrature da posizioni non casuali: lo spazio di ripresa utilizzabile è pari a 180 gradi, quindi il set deve essere diviso in due parti da una linea immaginaria e soltanto una di queste può essere utilizzata per l'effettuazione delle riprese. 

Inquadratura oggettiva e soggettiva



La scomposizione di una scena in inquadrature riprese da diversi punti di vista determina il carattere ubiquo dello spettatore, il quale osserva ciò che succede, di volta in volta, dalle posizioni migliori.

Campo e fuoricampo


L'inquadratura non comunica solo con gli elementi presenti all'interno della stessa (in campo), ma anche con ciò che non si vede, posto oltre i suoi bordi, (fuoricampo).
Nel decidere che cosa riprendere, il regista automaticamente decide anche cosa non riprendere: questa porzione di spazio, esclusa dai margini dell'inquadratura, a volte è più importante dello spazio inquadrato. 


martedì 7 febbraio 2012

I movimenti di macchina


Oggi, grazie alle innovazioni tecniche, ai dispositivi di ripresa sono consentiti spostamenti di tutti i tipi. Tali movimenti hanno delle connotazioni molto precise: salire, scendere, girare, allontanarsi, avvicinarsi sono movimenti fisici che associamo alle sensazioni e ai sentimenti. Pertanto, quando si riproducono tali movimenti con una cinepresa, si provocano una gamma di emozioni analoghe nello spettatore.

domenica 5 febbraio 2012

Composizione dell'immagine

Per costruire in modo efficace un'inquadratura è necessario essere in grado di applicare i principi di composizione (di derivazione fotografica e pittorica), che permettono di creare immagini gradevoli da un punto di vista visivo e soprattutto di guidare l'attenzione dello spettatore verso determinate parti dell'inquadratura. L'imprecisione compositiva priva lo spettatore di una comprensione più profonda e generale delle idee e dei pensieri dell'opera.

Angolazione della ripresa

Una volta individuato il punto in cui sistemare la macchina da ripresa, occorre stabilirne l'angolazione: decidere se riprendere dall'alto, dal basso o in modo frontale. Anche queste scelte influenzano la percezione degli spettatori. 

mercoledì 1 febbraio 2012

Campi e piani


Lo spazio che l'obiettivo della telecamera delimita si misura facendo riferimento alla figura umana (piani), oppure ai paesaggi (campi).

Il linguaggio delle riprese


Tecnicamente l'inquadratura è quella parte di pellicola (o nastro magnetico o supporto digitale) impressionata senza interruzione durante l'effettuazione delle riprese, compresa tra Motore! e Stop!.

In montaggio, l'inquadratura diventa quella parte di pellicola (o nastro magnetico o supporto digitale) compresa tra l’in e l’out che determinano l'effettiva durata della ripresa originale.

Tra le caratteristiche (o codici) dell'inquadratura troviamo la scala dei campi e dei piani, i gradi di angolazione e inclinazione, i movimenti di macchina, lo sguardo oggettivo o soggettivo, i principi di composizione ecc.

Tuttavia la grammatica audiovisiva poco si presta a definizioni rigide: il significato di un'inquadratura non è infatti univoco, ma dipende dal contesto narrativo-espressivo in cui è inserita.

(Nella foto: David Wark Griffith, sceneggiatore, produttore e regista che contribuì a scrivere le regole del cinema)

La produzione


Nella fase di produzione vengono effettuate le riprese previste dal progetto: è importante considerare tanto gli aspetti tecnologici - il corretto utilizzo delle tecniche che permettono la registrazione di immagini e suoni - quanto quelli espressivi, ossia il corretto uso del linguaggio audiovisivo.