Un buon realizzatore di audiovisivi non fiction si interroga su come raccontare attraverso una rappresentazione visiva, sia perché spesso il pubblico ricorda principalmente ciò che viene mostrato e dimentica ciò che viene detto, sia perché esistono mezzi espressivi più funzionali alla parola scritta (letteratura, giornalismo) e a quella speakerata (radio).
Spesso la forma parlata è utilizzata come modalità espressiva principale: più per incapacità professionale, alla base di una sceneggiatura vi è un testo scritto che viene successivamente speakerato e che finisce col diventare la guida per la fase realizzativa, provocando ciò che è definito uso radiofonico del linguaggio televisivo: una trasmissione di informazioni, così come avviene alla radio, che subordina il canale visivo alla parola e non sfrutta il potere comunicativo dell'immagine.


